Cosa si intende per Comunità Energetica?

Una Comunità Energetica è un insieme di persone che, in uno scambio tra pari, condividono energia rinnovabile e pulita. Tutto questo nasce innanzitutto da una necessità: la transizione energetica richiede l’individuazione di un nuovo modello energetico basato sulla condivisione degli impianti di produzione di energia rinnovabile.

Se fino a qualche anno fa l’utente finale era identificabile unicamente come “consumatore” di energia, oggi il modello a cui tendere è quello del “prosumer”, cioè di un soggetto che produce l’energia che consuma.

Il “prosumer” rappresenta la figura caratteristica di un modello economico circolare.

Per raggiungere questi obiettivi l’ordinamento offre ai cittadini, alle imprese e alle Pubbliche Amministrazioni la possibilità di realizzare comunità energetiche rinnovabili oppure la possibilità di attivare l’autoconsumo collettivo.

Che vantaggio hanno le Comunità Energetiche?

I vantaggi offerti dalle comunità energetiche si sviluppano in 3 diverse aree:

Comunità Energetiche: Vantaggi Ambientali

Con un impianto di produzione basato su energie green è possibile ridurre le emissioni di CO2 sfruttando l’energia prodotta da fonti rinnovabili, riducendo enormemente l’impatto ambientale della Comunità Energetica rispetto al consumo standard.

Comunità Energetiche: Vantaggi Sociali

Grazie al sistema di autoproduzione, l’energia è condivisa tra gli stessi abitanti della comunità energetica, diventando così un collante sociale che assicura la cooperazione e i legami tra i membri della Comunità Energetica.

Comunità Energetiche: Vantaggi Economici

Un enorme vantaggio delle Comunità Energetiche è che queste permettono al Paese di puntare a una maggiore autosufficienza energetica. Sul piano delle singole famiglie l’aspetto più interessante è quello del risparmio in bolletta: grazie all’autoproduzione e alla condivisione di energia i membri della comunità possono godere di importanti vantaggi in termini di abbattimento dei costi.

Come funziona l'autoconsumo collettivo?

comunità energetiche come funzionano

Grazie alle Comunità Energetiche Rinnovabili e all’Autoconsumo Collettivo, più soggetti potranno associarsi per condividere insieme l’energia prodotta da un impianto di produzione di energia rinnovabile (es. impianto fotovoltaico) posto nella disponibilità dei partecipanti.

Se i partecipanti sono situati tutti nello stesso edificio o condominio si attiverà l’Autoconsumo Collettivo (art. 30 d.lgs. 199/2021), diversamente occorrerà realizzare una comunità Energetica Rinnovabile alle condizioni previste dalla normativa (art. 31 e seguenti d.lgs. 199/2021).

Le Comunità Energetiche Rinnovabili rappresentano senz’altro la novità più interessante a disposizione degli utenti.

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Chi può costituire una Comunità Energetica?

Le Comunità Energetiche Rinnovabili sono un soggetto giuridico fondato sulla partecipazione aperta e volontaria, il cui scopo è fornire benefici ambientali, economici o sociali a livello di comunità e non quello di realizzare profitti finanziari.

L’obiettivo primario della Comunità sarà rappresentato dall’autoconsumo dell’energia rinnovabile prodotta da parte dei membri della comunità attraverso gli impianti di cui la stessa Comunità ha la disponibilità e il controllo.

Il potere di controllo della Comunità deve fare capo a persone fisiche, PMI, enti territoriali e autorità locali, enti di ricerca e formazione, enti religiosi, e gli enti del terzo settore.

Le imprese possono partecipare alle Comunità Energetiche Rinnovabili purché ciò non costituisca l’attività commerciale e industriale principale.

Chi può far parte di una Comunità Energetica?

Tutti i partecipanti alla Comunità Energetica devono trovarsi sotto la stessa cabina di trasformazione primaria (cioè la cabina che trasforma l’energia elettrica in Alta Tensione in Media Tensione).

La normativa di riferimento si limita a prevedere che i rapporti tra i membri siano regolati da contratti di diritto privato. Viene lasciata, quindi, piena libertà ai partecipanti a una Comunità Energetica Rinnovabile di individuare la forma giuridica più adeguata alle loro esigenze.

Si potrà quindi far riferimento in ipotesi a tutte le soluzioni aggregative offerte dall’ordinamento, purché consentano il rispetto dei requisiti e delle condizioni previste dal d.lgs. 199/2021.

Quali leggi normano le Comunità Energetiche?

Pur essendo di recentissima istituzione, la normativa di riferimento delle Comunità Energetiche Rinnovabili appare già estremamente frammentata, in quanto alla originaria Direttiva europea sulla promozione dell’uso delle fonti di energia rinnovabile (Direttiva UE 2018/2001) ha fatto seguito un primo recepimento provvisorio con l’art. 42-bis del D.L. 162/2019, per poi trovare definitivo recepimento nel nostro ordinamento con il D.Lgs. dell’8.11.2021 n. 199.
Nell’ambito della cornice legislativa così rappresentata, si andranno ora a incardinare la regolazione tecnica stabilita dall’ARERA, i regolamenti del GSE e i decreti del MITE, oltre che a leggi regionali di promozione e incentivazione delle Comunità Energetiche Rinnovabili e dell’Autoconsumo Collettivo (degna di nota in proposito l’iniziativa in proposito della Regione Emilia-Romagna).

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